Mangiare è un’attività fondamentale della nostra vita quotidiana, ma quanto conta davvero l’orario in cui ci sediamo a tavola?
Recenti studi suggeriscono che il “quando” può essere importante quanto il “cosa” mangiamo:
Hai mai saltato il pranzo?
Ricordi un momento in cui avevi fame, ti sei distratta per X motivi e poi la sensazione di fame è svanita del tutto?
La maggior parte di noi può riconoscersi in situazioni analoghe: vediamo insieme perché l’orario dei pasti merita attenzione.
Cos’è il ritmo circadiano, e cosa lo modula:
Possiamo definire il ritmo circadiano come una sorta di “orologio biologico interno”, che regola i cicli di sonno-veglia e molti altri processi fisiologici come la produzione di alcuni ormoni, che a loro volta giocano un ruolo chiave nella regolazione dell’appetito e del metabolismo.
Questo ritmo è modulato da segnali ambientali come la luce (in particolare l’alternanza giorno/notte) e la temperatura, ma anche da alcune fonti di stress: quella più famosa è senz’altro il jet-lag.
In che modo il ritmo circadiano influenza la produzione di ormoni?
Questo nostro orologio interno influenza la secrezione di ormoni come l’insulina, che gestisce i livelli di zucchero nel sangue, e la grelina, conosciuta anche come “l’ormone della fame”.
Mangiare in orari regolari può aiutare questi ormoni a funzionare in modo ottimale, migliorando la digestione e l’energia complessiva… invece, mangiare in modo più disordinato può portare al risultato opposto, e alla sensazione di avere una fame intensa che arriva in modo imprevedibile.
Come varia il nostro senso di fame a seconda dell’ora in cui mangiamo?
Mangiare a orari irregolari può confondere il corpo, portandoci a sentire una voglia particolarmente intensa per alimenti ricchi di zuccheri, grassi e/o sale (come snack, merendine, patatine…) ad orari che spesso lontani da quelli standard per il consumo dei pasti.
Quali sono i rischi di avere orari dei pasti sballati?
Saltare spesso i pasti, o mangiare a tarda ora può avere effetti negativi sulla salute proprio per le interferenze che si vengono a creare con il nostro ritmo circadiano. A parte le fluttuazioni sul senso di fame, nell’immediato può influire sulla qualità del sonno, creando un circolo vizioso difficile da spezzare.
Nel medio-lungo termine si possono avere anche problemi digestivi come il reflusso o la digestione lenta, ma se diventa un’abitudine portata avanti per mesi, o anche anni, si possono anche riscontrare aumento di peso e persino lo sviluppo di alcune malattie metaboliche.
Conclusioni
L’orario in cui mangiamo è fondamentale per sostenere il nostro metabolismo e la salute generale, e mantenere una routine alimentare coerente aiuta a sincronizzare il corpo e a controllare meglio l’appetito.
Hai mai riflettuto su quanto i tuoi orari dei pasti influenzano il tuo benessere?
Se desideri una mano nello strutturare in modo più ordinato le tue abitudini alimentari, la nutrizionista dello studio sarà a tua disposizione.
Dott.ssa Francesca Bordina – Biologa Nutrizionista
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